Agenzia pubblicitaria, consulenza di marketing e comunicazione, studio grafico e segreteria organizzativa per eventi, fiere e congressi a Bologna: Absolut Eventi & Comunicazione

Pubblicità a Bologna dal 2001.

Siamo un’agenzia di comunicazione integrata a 360 gradi e un’agenzia di eventi di Bologna: più di uno studio grafico e di una semplice agenzia pubblicitaria, e più di un’agenzia che si occupa solo di organizzazione di eventi.

Siamo un gruppo di persone diverse tra loro per formazione, abilità e attitudini. I nostri diversi talenti ed interessi sono il nostro punto di forza e diventano il filo conduttore del nostro lavoro.
Siamo tante personalità differenti, aggregate intorno a un obiettivo comune: portare valore aggiunto al lavoro della comunicazione, che non significa solo l’elaborazione di una campagna stampa, di uno spot radiofonico o di un messaggio efficace per un target, ma piuttosto il raggiungimento di un obiettivo di marketing, la produzione di risultati misurabili che generano il ritorno degli investimenti che li hanno prodotti.

 

Per questo, partiamo dai consumatori, oggi più che mai al centro del mirino. Sempre meno fedeli alle marche, con interessi in continua evoluzione. Faremo crescere l’interesse e l’awareness del vostro prodotto, aumenteremo la loro consapevolezza del suo valore, lavorando sui loro interessi e sui punti di forza e sui vantaggi competitivi di ciò che offrite.

Intercetteremo i loro bisogni nel momento giusto, con il giusto messaggio e il mix di media più centrato e in linea con il budget. Tono e stile della comunicazione sosterranno il posizionamento di prodotto, di marca e di prezzo.

 

Per riuscirci, ci siederemo al vostro fianco per definire in fase preliminare la miglior strategia possibile per raggiungere i vostri obiettivi. Sarà una strategia di marketing, una strategia di comunicazione o media: sarà il frutto del team work di un’agenzia che integrerà pensiero ed azione operativa con quelli del vostro management.

La differenza tra Absolut e un’agenzia pubblicitaria o uno studio pubblicitario sta nel prodotto/servizio.  Un’agenzia pubblicitaria offre un prodotto/servizio in parte prodotto con risorse proprie, in parte acquistato da terzi, lo studio pubblicitario produce ciò che “vende”. Il connubio tra le due tipologie di proposta e il know-how per organizzare eventi per aziende e pubblica amministrazione, ci consentono di offrire un ampio ventaglio di soluzioni di comunicazione.

Ci occupiamo di comunicazione e pubblicità a Bologna, ed operiamo anche a Modena, Imola, Reggio Emilia, e in tutta l’ Emilia Romagna: il territorio che  conosciamo meglio e su cui sappiamo comunicare con più efficacia. In un ottica di Marketing territoriale infatti, è fondamentale la conoscenza del target del pubblico e della sua segmentazione, non solo in termini socio-demografici, ma anche e soprattutto in termini di cultura, abitudini e comportamenti, ovvero dei modi di pensare ed agire.

Le relazioni con aziende e istituzioni del territorio consentono di individuare obiettivi convergenti, definire strategie di co-marketing e co-branding, che consentono di capitalizzare investimenti e generare sinergie importanti per l’impatto della comunicazione.

Anche per questo, la conoscenza del nostro territorio è di fondamentale importanza; nell’azione di Comunicazione Pubblicitaria (inserire link alla sezione comunicazione), permette di lavorare con massima efficacia e capitalizzare i risultati delle attività di Marketing operativo, di advertising e in generale di tutta la comunicazione above e below the line.

Ogni fase operativa è presidiata e oggetto di confronto col cliente: la fase del briefing in cui si definiscono gli obiettivi della campagna, quella creativa in cui si elabora il messaggio, il tono e lo stile della comunicazione, quindi la pre-produzione, in cui prende forma l’annuncio stampa, affissione o lo spot, passando per eventuali shooting fotografici e video, seguiti dal necessario fotoritocco, foto inserimento e renderizzazione, finalizzati a produrre il massimo impatto comunicazionale.

Le nostre campagne pubblicitarie (inserire link alla sezione advertising), sono mirate soprattutto alla creazione dell’immagine aziendale e al posizionamento o ri-posizionamento dell’immagine sul mercato e sul target di riferimento.

Gli studi di Brand e Product Identity (inserire link alla sezione Brand Design), tengono conto delle specificità dei settori BtoB e BtoC in cui operano i nostri clienti e muovono dalle strategie di marketing che elaboriamo con loro.

Absolut si occupa anche di organizzazione eventi (inserire link alla sezione eventi), rivolti sia alle aziende, che ai consumatori, che alle istituzioni pubbliche. Fiere, (inserire link alla sezione fiere), convegni e congressi (inserire link alla sezione convegni e congressi), convention, meeting e cene di gala (inserire link alla sezione convention, meeting e cene di gala), eventi rivolti ad amministratori di aziende pubbliche (inserire link alla sezione progetti pa) sono i casi più frequenti.

La pubblica amministrazione è un importante committente, per progetti a cui spesso si arriva attraverso bandi sul MePa (Mercato della Pubblica Amministrazione) e la partecipazione a specifiche gare, che riguardano la comunicazione (inserire link alla sezione progetti PA della comunicazione), e l’organizzazione di eventi (inserire link alla sezione progetti PA degli eventi). Absolut compete, spesso con successo, sia sul piano del progetto creativo e strategico richiesto dal capitolato, sia sul piano dell’offerta economica, sovente allineata alle più competitive.

La nostra referenza migliore sono i clienti (inserire link alla sezione clienti), e il loro passaparola.

I loro brief (inserire link all’articolo non categorizzato sul brief INSERITA IN UN MENU DI SERVIZIO “APPROFONDIMENTI) sono la miccia che innesca un processo di analisi, elaborazione e proposizione strategica e creativa, che alimentiamo con tutte le risorse dell’Agenzia (inserire link alla sezione Risorse del menu Absolut), per produrre il miglior impatto comunicazionale.

In pubblicità il “fai da te (inserire link alla pagina “il fai da te, NON CATEGORIZZATA o INSERITA IN UN MENU DI SERVIZIO “APPROFONDIMENTI”) è sbagliato e a volte addirittura dannoso. I nostri clienti lo comprendono perfettamente. Il rapporto con loro è di collaborazione intensa e continua, di condivisione delle strategie: un confronto critico sempre costruttivo con un unico obiettivo, il successo dell’azione pubblicitaria.

Per informazioni relativi alla comunicazione o ad eventi a Bologna, Modena e Emilia Romagna, visitate la nostra pagina contatti. (inserire link alla sezione contatti).

 

 

ARTICOLI NON CATEGORIZZATI (nascosti nel menu secondario del footer)

Articolo 1

Il fai da te in pubblicità non funziona. Mai.

 

Comunicare male può risultare più dannoso di quanto possa essere efficace una buona comunicazione.

Da una comunicazione ci aspettiamo un unico risultato: ritorno. Ritorno del messaggio che abbiamo voluto far passare. Ritorno in termini di efficacia. Ritorno in termini di riscontri tangibili. Ritorno in termini economici. In termini di traffico su un punto vendita, di rotazione di un prodotto.

Ma la cosa peggiore che può capitare non è il mancato ritorno della comunicazione, ma il danno che questa può provocare se mal progettata.

 

Ogni comunicazione pubblicitaria porta spesso due messaggi. Uno è quello diretto, il cosiddetto messaggio primario, l’altro è quello secondario. Il messaggio primario è quello che la campagna pubblicitaria vuole far passare, il messaggio secondario è quello che “non ti aspetti”. Che viene da solo. Che non hai visto. Che non volevi, ma che è arrivato comunque al pubblico. Questo può fare molti più danni del mancato effetto della comunicazione.

Nella cattiva comunicazione, il messaggio secondario o subliminale può essere defocalizzante, fuorviante o anche negativo. In gergo si chiama “messaggio parassita”.

Un esempio:
Pubblicità Progresso” sulla lotta all’A.I.D.S., anno 2001, che seguiva precisamente lo storyboard descritto di seguito.
Due ragazzi (maschio e femmina) si passano una siringa usata. Il ragazzo ha un ombra viola dietro di se. Dopo lo scambio anche la ragazza appare con un alone viola attorno. La ragazza ha rapporti con un’ uomo e anche a lui passa l’ombra viola. L’uomo rientra a casa da sua moglie ed ha un nuovo rapporto, e anche a lei appare l’ombra viola. Il messaggio primario è “l’A.I.D.S. può colpire chiunque, e far male a chi amate”. Il messaggio secondario è: “care mogli voi, fare le casalinghe significa rischiare le corna, e molto di più del vostro onore”.

 

Dopo il primo lancio la pubblicità fu ritirata a seguito di molte proteste e svariate denuncie di associazioni a difesa della dignità della donna. Questa comunicazione sortì esattamente l’effetto opposto a quello desiderato.

Cosa sarebbe successo se al posto dello Ministero della Salute, promotore dello spot, ci fosse stata un’ azienda privata che desiderava promuovere una campagna di prevenzione?

Un’azienda con buona awareness, degna di fiducia e con un posizionamento di tutto rispetto, avrebbe bruciato la propria reputation. Il mercato l’avrebbe immediatamente evitata e avrebbe potuto boicottare i suoi prodotti e i suoi servizi.

Un evidente effetto iatrogeno di una cura “fai da te”.

 

Per dettagli e per la comunicazione a Bologna, Modena e in tutta l’Emilia Romagna, visitate la nostra pagina contatti.

Articolo 2

La comunicazione efficace suona l’AIDA

Come cercare di rendere efficace la comunicazione pubblicitaria?

Il livello di conoscenze sul funzionamento della pubblicità, sugli effetti che esercita nel breve e nel lungo periodo, quindi sulla sua efficacia presenta ampie aree di incertezza, nonostante la vasta letteratura prodotta e alcune significative elaborazioni teoriche.
Uno dei primi modelli dell’azione pubblicitaria è quella di Daniel Starch (Advertising: Its Principles, Practice, and Technique, Principles of Advertising). Sostenitore della cosiddetta Starch regonition procedure, è autore di una teoria per la quale, una pubblicità per avere successo deve soddisfare delle specifiche prerogative: essere vista, essere letta, essere ricordata, indurre all’azione.

Su queste basi, diversamente elaborate, si muove il modello AIDA.

  • Attenzione
  • Interesse
  • Desiderio
  • Azione

E’ una semplice ma efficace sintesi degli aspetti che guidano le scelte di Absolut nel campo della comunicazione.

Il messaggio pubblicitario deve prima attirare l’attenzione del potenziale consumatore, successivamente stimolare l’interesse, suscitare desiderio e, infine, motivare all’azione, cioè all’acquisto.

Attenzione
Molteplici studi e ricerche mostrano che ogni giorno siamo oggetto di un numero elevatissimo di messaggi, che variano secondo il nostro stile di vita da alcune centinaia fino ad alcune migliaia. Di questi ne percepiamo effettivamente un numero va dai 30 agli 80, di cui circa una decina possono influenzare il nostro comportamento di consumatori.
Va da sè che per essere efficace, la comunicazione deve avere un ottimo impatto, ovvero riuscire a generare attenzione superiore rispetto agli stimoli “concorrenti”.

Interesse
Una volta catturata l’attenzione, bisogna mantenerla: riuscire a farsi leggere e guardare. Ovviamente ogni messaggio vuole impattare su un determinato target. Una volta colta l’attenzione di quest’ultimo, le immagini ed i testi devono accompagnarlo nell’approfondimento del messaggio, dell’offerta che stiamo proponendo.

Desiderio
Una volta colta l’attenzione e creato interesse, il messaggio deve suscitare e stimolare il desiderio del bene o del servizio che stiamo presentando. Occorre lavorare sul lato empatico: coinvolgere il destinatario, portandolo da un lato freddo e razionale ad un piano emotivo. Il consumatore deve identificarsi con questo prodotto o servizio e sentirne la necessità.

Azione
Ovviamente dopo aver soddisfatto i tre punti già presentati, il messaggio deve essere in grado di generare un ritorno. E per ritorno intendo un’azione da parte del consumatore, l’acquisto nello specifico, ma più in generale la condivisione di un’idea o il cambiamento di una pregressa.

Articolo 3

L’efficacia dell’azione pubblicitaria: dalle vendite al goodwill

Come valutare a priori l’efficacia di una comunicazione pubblicitaria? L’efficacia dell’azione pubblicitaria si può ricondurre e misurare attraverso parametri quantitativi oggettivi come i risultati di vendita?

E’evidente che le variabili in gioco sono davvero tante e complesse. Il presupposto che la comunicazione pubblicitaria riesca di per sé a generare vendite è decisamente semplicistico.

In una visione più realistica, la pubblicità consente di stimolare una propensione al consumo o prima ancora un’intenzione all’acquisto. La sua efficacia va intesa quindi con la sua capacità di creare goodwill verso il prodotto, cioè evocare il desiderio, la convinzione che quel prodotto rappresenti una soluzione valida e desiderabile, la migliore delle soluzioni possibili.

Ma sebbene questo resti l’obiettivo primario non bisogna trascurare però il fatto che la comunicazione pubblicitaria ha assunto anche altre funzioni.

Prima tra tutte, la differenziazione. Attribuire caratteristiche differenziali a prodotti rispetto a quelli dei competitor, quindi il posizionamento, cioè valorizzare le marche nel panorama del mercato, spesso affollato di produttori e di articoli con caratteristiche distintive poco riscontrabili o ritenute non del tutto significative.

Poi, più ambiziosamente, quella di trasformare i prodotti e le brand in segni, cioè riverberare sulla fisicità dei prodotti significati simbolici secondari che vanno ben oltre le caratteristiche materiali: creare brand-icona, il “mito” della brand.

E’ un aspetto fondamentale in mercati maturi, nei quali il consumo stesso diventa un fatto di comunicazione: si comunica ciò che siamo attraverso i beni che possediamo. La pubblicità sfrutta questo meccanismo, divenendone una causa.

I consumatori, infatti cercano molto di più dell’utilità funzionale nei beni che acquistano. Un modo per esprimere uno status sociale al quale si appartiene o al quale si vorrebbe appartenere, ostentare cioè un prestigio sociale. Un modo per esprimere una cultura moderna con la quale si è integrati o con la quale ci si vorrebbe integrare (il “consumo di cittadinanza”).

Gli oggetti rivestono un significato sociale perché comunicano secondo convenzioni universalmente accettate i valori degli individui che li possiedono, il loro stile di vita. Il life style che per alcuni segmenti di consumatori incarna il modo di essere, quindi la reale identità, o rispecchia le aspirazioni. La comunicazione che riesce a evocare questi valori, esplicitarli o meglio ancora a sottenderli, è tremendamente efficace: innalza prodotti ad aspirazioni, sposta il messaggio dal piano esclusivamente razionale a quello emozionale, scava efficacissime barriere a protezione del valore percepito.

Quindi, prima di scegliere tra più opzioni di strategie pubblicitarie, se mettere in campo una campagna di comunicazione classica o un’azione di direct marketing collegata ad una consumer promotion, magari supportata da social media, chiediamoci semplicemente se ciascuna di queste opzioni è efficace nel creare goodwill e comunicare un modello credibile e interessante di life style. La scelta che faremo molto probabilmente sarà più efficace di quella che potrebbe risultare da costose analisi di mercato e lunghissime interpolazioni di dati di vendita.

Articolo 4

 

Il brief che vorremmo.

Non sempre, ma spesso, volere è potere! E potere significa capacità di fare, libertà di scelta, autonomia di pensiero e di azione. Anche per questo, vorremmo sempre un buon brief: per poter fare il miglior lavoro possibile. Nulla di particolarmente originale, penseremo noi ad essere creativi. I nostri clienti possono seguire i classici schemi, non devono necessariamente essere non-convenzionali!

Elementi e struttura del brief

1\ Market Background
Il profilo dell’Azienda e/o della brand e del prodotto.

Le caratteristiche essenziali del suo mercato. Il profilo del target, i “key drivers”.

I competitor: quali sono, quali sono i loro “fattori chiave di successo”, come si posizionano, quali scelte di comunicazione fanno, quanto e come investono.

La politica di comunicazione precedente ed attuale, i risultati che ha prodotto.

Informazioni qualitative e ove possibile quantitative.
2\ Tipologia di comunicazione desiderata
La tipologia di campagna viene richiesta, se di prodotto o istituzionale.

Il messaggio primario che si vuole dare.

Eventuali messaggi secondari.

L’eventuale volontà di agire sul posizionamento della brand, mantenendolo oppure modificandolo.
3\ Obiettivi di marketing e di comunicazione
Il risultato atteso del processo di comunicazione.

Per campagne di prodotto, in termini di obiettivi di vendita, o di posizionamento di prodotto, di prezzo, ….

Per campagne istituzionali, le ricadute attese in termini d’immagine (awareness ovvero notorietà, percezione e personalità del brand, posizionamento.)
4\ Target
Target da raggiungere, primario (“core target”) e secondario.

Eventualmente, target di marketing (direttamente correlato e responsabile delle performance di vendita) e target di comunicazione (soggetti verso i quali l’esposizione deve essere massimizzata).

5\ “Tone of voice”
Il tono, lo stile in cui la comunicazione deve mostrarsi e parlare al pubblico.

Diretto o indiretto, autorevole o confidenziale, moderno o classico, innovativo o tradizionale, trasgressivo o rassicurante, ….

6\ Elementi di differenziazione – Reason why

Il o i “plus” su cui possiamo lavorare per differenziare l’oggetto della comunicazione (prodotto, marca, azienda) dalla concorrenza

7\ Argomentazioni al supporto – Supporting evidencies

Le ragioni concrete al supporto delle affermazioni di differenziazione di cui sopra. Meglio se documentabili sul piano quali-quantitativo.

8\ Keywords
Eventuali parole chiave che il messaggio deve contenere e comunicare.
9\ Elementi essenziali
Cose che devono assolutamente essere presenti nella comunicazione o devono essere riportate esclusivamente in un modo e in nessun altro. I tratti fondamentali della comunicazione corporate.

Cosa non deve essere presente, per policy aziendale o perché ritenuto inefficace o dannoso.
10\ Budget
Fondamentale per suggerirvi la migliore strategia media e definire la creatività di conseguenza.
11\ Timing
Quando vorreste rivederci. E quando vorreste vedere i primi risultati della comunicazione.